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Abitanti: 3.013
Superficie: 72,32 kmq
Altitudine: 727m.s.l.m.
C.A.P.: 84042
Municipio: Via Rimembranza, 6 - Tel. 089.9821211 - 089.980261 - Fax 089.9821227
Carabinieri: Via Fosso Di Cinzio - Tel. 089.869002 - Fax 089.980008
Ufficio Postale: Via Roma, 35/37 - Tel. 089.869015
Santo Patrono: San Donato il 7 Agosto
www.comune.acerno.sa.it |
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| ACERNO |
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Acerno si erge nel cuore dei Monti Picentini, il gruppo montuoso più importante dell’Appennino Campano. Il territorio è ricco di boschi d’aceri, querce, castagni, noccioli, faggi, lecci, ontani, tigli. La fauna è cospicua ed originale, aquila reale, ghiro, gatto selvatico, lontra e lupo.
Le origini del toponimo sono incerte. Alcuni sostengono che derivi dal verbo latino “cerno”, con “a” privativa, che vorrebbe significare “nascosta” riferendosi alla particolare posizione geografica del luogo. Secondo altri, il nome potrebbe derivare dal latino “acernus” in origine formazione aggettivale da “acer”, che significa acero, in riferimento alla grande abbondanza di questi alberi in tutta la zona. |
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La
Storia
Le origini di Acerno si fanno risalire al tempo delle guerre puniche, quando i Picentini si schierarono contro Roma appoggiando Annibale, e alla fine delle ostilità subirono rappresaglie. La campagna Picentia venne rasa al suolo dai Romani e i superstiti si rifugiarono sui monti fra l’Accellica, il Polveracchio ed il Cervialto, dando così vita ad Acerno. Cominciò il dominio romano durante il quale fu realizzata una fitta rete di strade che facilitò le comunicazioni e i commerci. Alla caduta dell’Impero Romano seguì un periodo di decadenza con la prima invasione dei Saraceni, la successiva penetrazione dei Longobardi ed infine la conquista dei Normanni che non portarono grandi migliorie alle popolazioni del luogo. I Normanni crearono un organismo statale unitario e accentrato, anche se diviso in feudi, basato sul privilegio, con autorità e poteri esercitati dispoticamente, senza alcun rispetto dei doveri sociali e dei diritti altrui. Questo sistema politico innestò un processo di erosione e d’indebolimento della monarchia a vantaggio della feudalità. In questo periodo sorsero molte chiese e monasteri ad opera sia dei benedettini che dei francescani e si svilupparono intorno a queste strutture nuovi insediamenti umani. I Borboni, successivamente, cercarono di rivitalizzare i centri interni ed introdussero moderne strutture amministrative. Con l’unificazione d’Italia nel 1860 le cose non migliorarono; si accentuarono contrasti e contraddizioni accumulatesi nei secoli. Il miglioramento del tenore di vita si ebbe tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, dovuto alle rimesse degli emigranti, che in quel periodo in massa si indirizzarono verso le Americhe. La Grande Guerra, il regime fascista ed il secondo conflitto mondiale mantennero la regione dei Picentini in una situazione statica. Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale le correnti migratorie ripresero il loro ritmo, questa volta verso il Nord Europa, verso il triangolo industriale nord-occidentale d’Italia e verso le grosse città italiane. Le rimesse degli emigranti, la razionalizzazione delle risorse naturali, e la creazione di strutture ricettive per incrementare il turismo, avviarono un processo di crescita e di sviluppo, che si arrestò con l’evento sismico dell’80, che qui ebbe il suo epicentro. Seguì la ricostruzione non solo edilizia, ma anche sociale, economica, culturale. La popolazione oggi vive di agricoltura e di turismo. |
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Da
visitare
Interessanti da visitare ad Acerno sono: la Cattedrale di San Donato, eretta nel 1444, più volte distrutta e ricostruita, con il suo campanile sormontato da cuspide a bulbo, all’interno della quale si possono ammirare nel Presbiterio, quattro dipinti del Pallante che risalgono al 1797, raffiguranti i quattro Evangelisti. Da visitare, inoltre, è la Chiesa della Madonna delle Grazie, con il suo imponente altare in marmi policromi, con al centro la magnifica effigie della Madonna delle Grazie incoronata. |
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Manifestazioni
Ad Acerno, la seconda domenica di novembre ha luogo la Sagra della castagna, prodotto trainante dell’economia del paese. Il 7 agosto si festeggia la festa patronale di San Donato.
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