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Abitanti: 1355
Superficie: 14,82 Kmq
Altitudine: 470 m.s.l.m.
C.A.P.: 84080
Municipio: P.zza R. Conforti, 3 - Tel. 089.957256 – Fax 089.957268
Ufficio Postale: Via Roma, 1 – Tel. 089. 957264
Santo Patrono: San Michele il 29 Settembre
www.comune.calvanico.sa.it 
CALVANICO

Il territorio comunale si estende nella catena dei Monti Picentini ed è ricco di noccioleti, castagneti, boschi cedui, cerreti, e faggete d'alto fusto.
La fauna abbonda di cinghiali, volpi, lepri, martore, tassi, ghiri, poiane, merli, ghiandaie, fringuelli, pettirossi, cinciallegre, e qualche fagiano.

La Storia
Le tracce più recenti che testimoniano una presenza umana nell'area di Calvanico sono rappresentate da alcuni strumenti in selce del paleolitico,
da qualche moneta dell'età Romana, da una punta di ferro di giavellotto usato per la caccia della stessa epoca, da un'abbondante raccolta di cocci di vasi di varie forme e di piccole dimensioni con numerosi parti di lucerne del III° e IV° secolo dopo Cristo.
Lo scrittore Luigi Conforti in una pubblicazione dei primi anni del novecento ha ipotizzato che Calvanico abbia avuto origini dall'antica Cluvium, il fiorente centro manifatturiero irpino, i cui abitanti, dopo la distruzione da parte di Annibale, si rifugiarono sulle gole del monte Taurino (Pizzo S. Michele) e vi fondarono il campo di Cluvio - Cluvianum da cui Calvanico. Le tracce più certe di Calvanico si trovano consultando il Codex Cavensis: nel documento DC XVII dell'anno 1009, in un atto di cessione, si fa riferimento ad una “…pecia de terra cum castaniettum et quertietum et baccuum...in actum Calbanicu ubi posa bocatur...”
Intorno al 1600 la zona fu interessata da terremoti, devastazioni e carestie che portarono il paese al degrado e all’abbandono. Nel secolo successivo grazie all’aiuto di nuovi signori, si avviò una fase di ricostruzione durante la quale furono costruiti palazzi e ville. Il paese fu successivamente assorbito nel Principato Caracciolo di Avellino e divenne ben presto un centro commerciale dedito alla lavorazione di scialli, pizzi, merletti e fazzoletti. 
Nel 1829, dopo lo smembramento del Principato di Sanseverino e a seguito della legge di Gioacchino Murat del 1806, Calvanico divenne comune autonomo.
Da visitare
Cara agli abitanti è la Chiesa Madre dedicata al SS. Salvatore è in stile neo rinascimentale del 700, all'interno vi sono ancora stucchi pregevolissimi delle scuole artigiane di Calvanico, oltre a tele del Solimena, del Mozzillo e ad una pala di Giovanni Bernardo Lama del XVI secolo. All'ingresso della navata di destra vi è il deposito marmoreo di Carlo De Alessio del 1605; in prossimità dei vari altari vi sono lapide di sepolture di personaggi vari. 
Altri siti caratteristici da visitare sono la Chiesetta ed il rifugio di Pizzo S. Michele, la Cappella della Madonna di Loreto, la Chiesa di San Rocco, la Cappella della Madonna di Montevergine, la Chiesetta della Madonna del Vallone, il Palazzo Leone, l'area sportiva in località Scalelle, l'acqua della Tagliata, l'acqua della Nocella, l'acqua del gradone, il Buccolo, il rifugio Carpegna, i quadrilli (pitture rupestri che rappresentano l'Arcangelo).
Manifestazioni
La pace, il silenzio e la serenità sono interrotte solo due volte l’anno, nella settimana del ferragosto quando si celebra la “Festa del Boscaiolo” e a fine ottobre quando si rinnova la “Sagra della Castagna”. 
Inoltre, il sette di maggio di ogni anno la statua d'argento del santo patrono viene portata, in processione, da Calvanico fin sulla vetta del Santuario per le celebrazioni liturgiche, in presenza di pellegrini che vi giungono anche dai comuni limitrofi. Il giorno dopo, la statua del santo viene riportata in paese, seguita da tutta la popolazione e dal coro delle Verginelle, che intonano canti di ringraziamento per aver invocato o ricevuto una grazia durante l’anno.

GAL Colline Salernitane Via Valentino Fortunato Località Santa Maria a Vico - Area PIP - 84095 Giffoni Valle Piana (SA)
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