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le colline salernitane e i monti picentini, un territorio di notevole rilievo

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produzioni agroalimentari, artigianato artistico, servizi alle persone

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sistema integrato di accoglienza turistico-gastronomica-ambientale

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attività e progetti di cooperazione interterritoriali e transnazionali

Borgo di Terravecchia

Il Borgo di Terravecchia è un suggestivo borgo medievale totalmente ristrutturato, immerso in un uliveto secolare e in una lussureggiante vegetazione mediterranea.

Situato sul cucuzzolo di una collina, il borgo domina la vallata sottostante che si tuffa in uno dei tratti di mare più belli d’Italia e sorge nell’incantevole comprensorio dei Monti Picentini, al centro tra le due coste Cilentana ed Amalfitana. Le mete turistiche ed i siti archeologici più importanti (Paestum, Salerno, Capri, Pompei, Ercolano, Napoli) sono tutti a pochi chilometri da questa pittoresco villaggio medievale e le spiagge più belle del Cilento e della “divina” Costiera Amalfitana offrono agli ospiti del borgo la possibilità di scegliere ogni giorno una spiaggia, o un tratto di costa diverso.

La Storia:
Con la nascita di Roma e la sua espansione lo scontro con i Picentes marchigiani fu inevitabile. Conseguenza della loro sconfitta fu la deportazione nella valle a nord-est di Salerno che ancora oggi porta il nome di “Valle del Picentino”, attraversata dal fiume omonimo e cinta a nord-est dalle cime preappenniniche meridionali (Monti Picentini).
L’ennesima ribellione dei Piceni nei confronti di Roma con l’alleanza con Annibale e la sua sconfitta portò ai Piceni un’ulteriore umiliazione: i Romani vietarono loro di costituirsi in grandi nuclei sociali. Così nacquero intorno alla valle tanti piccoli villaggi che con il tempo diventarono i comuni e le frazioni dell’attuale Valle del Picentino.
Per controllare i ribelli Piceni della valle nel 146 a.C. fu costruito un presidio romano sulla sommità di una collina che attualmente ha il nome di Terravecchia.

Dopo la caduta dell’Impero Romano Terravecchia fu dimenticata. Solo dopo l’anno mille, in seguito ad una notevole crescita demografica, gli insediamenti si trasformarono in casali che durante l’Alto Medioevo divennero feudi. Furono costruiti i primi castelli e ripristinate le fortezze romane a difesa dei territori circostanti. Nel 1240 Federico II ordinò la restaurazione di vari castelli, tra i quali c’era anche Terravecchia.

Il villaggio sottostante conobbe un’ampia espansione: dalla Chiesa di S.Egidio ad est fino alla zona più nuova ad ovest con la Chiesa di San Leone. Il villaggio era collegato al castello da una mulattiera. Le semplici case contadine rispecchiavano con i loro forni, le stalle, le cisterne, le cantine e i camini le esigenze di un’economia fatta di agricoltura e piccolo allevamento.

Nel XIII secolo il castello passò agli Angioini. Nel 1489 divenne proprietà di Rodrigo D’Avalos che lo fece ristrutturare per abitarlo. Nel 1628 Don Carlo Doria duca di Tursi divenne il signore di Terravecchia e la sua famiglia ne mantenne il possesso fino al 1765. Dalla metà del 1700 alla metà del 1800 il castello fu in stato di totale abbandono. Solo nel 1884 l’architetto Gennaro Dini ristrutturò l’ala sud del maniero. Il lato est del paese subì nel 2000 un notevole intervento di ristrutturazione.

Sono 5 gli edifici ripristinati durante i lavori di intervento: il Palazzo intitolato a Federico II, Palazzo D’Avalos, il Palazzo Normanno, il S.Egidio che prende il nome dalla chiesa vicina e la Casetta Angioina che è situata all’ingresso del paese.

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