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“ REALIZZAZIONE,
RECUPERO E ALLESTIMENTO DEL SENTIERO DI GIUSTINO FORTUNATO” – Misura 4
– Azione 4.I.1
L’Appennino Meridionale di Giustino Fortunato
Giustino Fortunato fu l’uomo della tristezza meridionale, la voce
accorata delle problematiche del sud, l’espressione incisiva dei
bisogni del territorio, il rivelatore doloroso e coraggioso della
situazione delle terre meridionali.
Fu un camminatore instancabile, infatti percorse a piedi buona parte
dell’Appennino Meridionale.
Escursionista dotato di grande spirito di osservazione, descriveva con
particolare dettaglio i luoghi visitati, rendendo i suoi reportage di
viaggio ricchi di reminiscenze storiche e di impressioni personali:
…..”La veduta era estesissima a noi intorno, e dappertutto veramente –
dai poggi irpini ai contrafforti romani, dall’acuminato Vesuvio
all’ampio Vulture sorridente, sui monti e valli di mille colori, fra
cielo e mare di una sola tinta cilestrina – dappertutto regnava
dolcissima una quiete serena e splendeva ineffabile una luce tersa e
dorata; una luce benigna, che dava all’animo non so che impressione
profonda di calma e di riposo.
Era una di quelle immense vedute così frequenti sull’alto Appennino,
che distraggono più che non sogliono richiamare o fissar l’occhio:
solo la Celica, l’area, l’arditissima Celica fatta a mò di forca,
attirava distinta lo sguardo a cinque miglia in linea retta e, come
tutte le altezze solitarie flagellate dai venti, s’imponeva maestosa e
solenne. Ed a quel modo che l’occhio, anche il pensiero errava qua e
là a caso. Mi sovviene tuttora di certe ultime catene di monti,
sfumanti e ondeggianti quasi nuvole all’estremo orizzonte, che mi
davano come una vaga sensazione di quell’ingnoto di quell’interminabile
di quell’infinito che tanto affatica la mente; e tutti quei dossi
della giogaia sottostante, rigogliosi di selve quasi vergini o
intatte, raffiguravano per avventura alla fantasia l’avida gioia dei
primi emigranti, l’ansia dei primi scopritori di una terra
sconosciuta, che dal monte corressero alla valle pieni di gioventù e
di speranza […]
si lega, disgiunta soltanto dalla boscosa vallata di Cava de’Tirreni,
tutta la catena de’ monti Lattarj, i Lactarj de’ romani, che sporge a
testa levata tra un golfo e l’altro fino a far punta d’innanzi
all’isola di Capri……Eppur non c’è contrada per tutto l’Appennino che
sia più accidentata in rapporto allo spazio; nessuna certamente che
abbia nel tempo stesso tanta mestà di monti e tanta bellezza di
marine. […]”
Le esplorazioni dell’Appennino a piedi da parte di Giustino Fortunato
diventano il filo conduttore di un itinerario culturale - storico -
naturalistico / ambientale ed enogastronomico tracciato tra il
territorio dei comuni di Scala, Tramonti, Ravello, Calvanico,
Campagna, Acerno, Olevano sul Tusciano, Montecorvino Rovella, Giffoni
Valle Piana, Giffoni Sei Casali, Castiglione del Genovesi e San
Cipriano Picentino.
L’allestimento del sentiero di Giustino Fortunato ci farà riscoprire e
rivivere quello che un tempo era territorio di “frontiera”, di miseria
e di brigantaggio e che oggi costituisce un grande comprensorio -
ricco di cultura, storia e tradizioni -, e una risorsa naturalistica,
ambientale e architettonica.
Il sentiero di Giustino Fortunato
collegherà la Costa Amalfitana - con la presenza di un turismo
consolidato - e l’area interna – sede di molteplici iniziative e
attività culturali e produttive. Sarà occasione per il turista di
addentrarsi e conoscere la realtà e gli angoli più belli e segreti del
territorio. Diverrà volano per la creazione di imprese di prossimo
avvio (artigianato, prodotti tipici, turistiche) e nel contempo,
struttura di supporto alle imprese ed alle attività già consolidate.
La filosofia di intervento, che presiede l’iniziativa, si sostanzia
nella convinzione che questo sistema, messo nelle condizioni di
operare in termini di moderno mercato, può sviluppare una crescita
complessiva dell’area influendo anche in termini occupazionali e di
indotto.
L’individuazione degli itinerari è stata condotta sulla base delle
indicazioni tratte dai percorsi storici di Giustino Fortunato. Si è
giunti così a progettare una rete “su misura” all’ambiente in cui si
snoda; in un’area totalmente naturale i sentieri serviranno, oltre
alla semplice percorrenza, anche a raggiungere aree di avvistamento
animali, luoghi con morfologie particolari, aree di studio etc.
una carta di maggiore dettaglio e un profilo longitudinale
preliminare.
Gli interventi saranno mirati a coniugare il risanamento ambientale
con lo sviluppo, la sistemazione con la funzionalità, la piacevolezza
con la memoria storica, la salubrità dei luoghi con la possibilità di
sano relax.
Allo scopo di promuovere e valorizzare non solo le bellezze
naturalistico – ambientali, ma anche le produzioni locali si è pensato
di strutturare parte del sentiero per aree tematiche:
- Il percorso della nocciola: Giffoni Valle Piana – Giffoni Sei Casali
– San Cipriano P.;
- Il percorso della Castagna: San Cipriano Picentino - Castiglione del
Genovesi;
- Il percorso dell’Acqua: Montecorvino Rovella – Giffoni Valle Piana;
- Il percorso della Frutta: San Cipriano Picentino – San Mango
Piemonte. |