Il Manifesto di Giffoni per il Futuro delle Aree Rurali nasce da un percorso di riflessione ed elaborazione collettiva promosso e coordinato operativamente dal GAL “Colline Salernitane”, che ne ha assunto il ruolo di soggetto promotore, catalizzatore istituzionale e luogo di costruzione del dialogo tra istituzioni, comunità locali, mondo della ricerca, partenariati dello sviluppo rurale, imprese, terzo settore e attori socio-economici del territorio.
Il GAL ha attivato il Think tank Il Manifesto di Giffoni, il cui coordinamento scientifico è a cura della prof.ssa Teresa Del Giudice; esso è finalizzato a favorire un confronto strutturato e inclusivo che ha trasformato l’esperienza maturata nei processi di sviluppo territoriale in una visione condivisa, orientata a riconoscere le aree rurali come spazi strategici di innovazione sociale, sostenibilità, coesione e produzione di valore condiviso. In questo senso, Il Manifesto si colloca in una fase storica nella quale le aree rurali non possono più essere lette attraverso categorie statiche o marginali, ma come laboratori di resilienza e di futuro, capaci di contribuire attivamente alle grandi trasformazioni del nostro tempo: cambiamenti climatici, transizione ecologica e digitale, mutamenti demografici e sociali, nuove fragilità e nuove opportunità.
La ruralità assume così una dimensione sistemica, in grado di integrare funzioni produttive, ambientali, sociali e culturali, superando le tradizionali separazioni tra aree interne, urbane e periurbane, e promuovendo modelli di sviluppo fondati sulle connessioni tra territori, attori e saperi.
Il Manifesto pone al centro la diversità dei percorsi di sviluppo e delle specificità territoriali, interpretandola non come limite, ma come risorsa: da essa discende la necessità di nuovi strumenti di analisi, di politiche differenziate e di letture capaci di comprendere fenomeni quali spopolamento, fragilità idrogeologica, livelli di servizio, integrazione tra filiere agricole e ambiti emergenti quali turismo, welfare territoriale, energie e transizione digitale.
Parallelamente, il documento richiama l’urgenza di rafforzare il capitale umano e sociale come condizione imprescindibile per la rigenerazione delle comunità rurali, dopo decenni di emigrazione e perdita di risorse qualificate. Le comunità rurali sono qui riconosciute come soggetti attivi, in grado di costruire reti fiduciarie, attrarre nuove energie, accogliere popolazioni in arrivo e sviluppare modelli di inclusione che rafforzino il tessuto relazionale e la coesione territoriale, superando logiche dipendenti o estrattive e promuovendo un protagonismo consapevole dei territori.
In questo quadro, assume un ruolo centrale la governance multilivello e l’azione delle Agenzie di Sviluppo Locale, tra cui i GAL (Gruppi di Azione Locale), che – grazie alla loro storia, continuità e competenze – possono operare come facilitatori di processi complessi, come promotori di partenariati pubblico-privati e come soggetti capaci di integrare conoscenza scientifica, politiche territoriali e iniziative delle comunità. Il Manifesto valorizza questa funzione come spazio di mediazione, accompagnamento e costruzione di visioni condivise di rigenerazione territoriale, non solo economica, ma anche sociale e culturale.
Questo volume raccoglie l’esito di tale percorso: un esercizio di pensiero e di responsabilità collettiva che guarda alle aree rurali come luoghi di futuro, nei quali sostenibilità, transizione ecologica e digitale, qualità della vita, cura del paesaggio e nuove opportunità per le giovani generazioni si intrecciano in una prospettiva sistemica.
Il Manifesto non è soltanto un documento di indirizzo, ma una chiamata alla corresponsabilità, un invito a costruire politiche e azioni capaci di connettere ricerca, istituzioni e comunità, affinché le aree rurali possano essere protagoniste di uno sviluppo più equo, resiliente e inclusivo.
Prefazione Paolo De Castro
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Le aree rurali non sono più semplicemente spazi marginali, ma diventano laboratori di resilienza e innovazione sociale, luoghi in cui sperimentare strategie capaci di generare “futuri possibili” per l’intera società.
Postfazione Carlo Borgomeo
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Il Manifesto di Giffoni, si muove nella piena consapevolezza della centralità del sociale nei percorsi di sviluppo.




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