L’area dei Picentini, in provincia di Salerno, è un Territorio dalla forte identità, che nell’esperienza de il Cammino dei Picentini, trova una delle sue massime espressioni, proiettandosi sul mercato del turismo lento e sostenibile. Il Cammino dei Picentini rappresenta l’infrastruttura concreta e tangibile di un percorso geo referenziato, di circa 104 chilometri, che unisce l’intero Territorio e coniuga: cultura, tradizione, ambiente, natura, religiosità ed agroalimentare. Il Cammino dei Picentini costituisce la sintesi più espressiva della coesione tra gli undici comuni che attraversa e connette, dando così vita alla “via Istimica dei Picentini”.
Percorrendola i viandanti, i turisti dei cammini, gli escursionisti, che vogliono visitare il nostro Territorio, ne possono apprezzare la bellezza e la magia, in un contesto accogliente e sicuro, dove identità e civiltà sono il substrato per una esperienza unica ed indimenticabile, di turismo consapevole e rigenerativo.
Il Cammino dei Picentini, già riconosciuto nell’Atlante dei Cammini d’Italia da dicembre 2022, nei Cammini Religiosi d’Italia da maggio 2024 e, con DRD n. 4 del 19/07/2024, nell’Atlante dei Cammini della Campania, è un “infrastruttura” strategica che attraversa tutta l’area di competenza del GAL Colline Salernitane e si configura come una greenway che, innestandosi anche su percorsi esistenti di alta valenza paesaggistica, naturalistica e storico‐culturale, abbraccia ed esalta le peculiarità del territorio, raccontando i Picentini e le sue caratteristiche e ridisegna nuove relazioni tra i comuni interessati e il territorio, nella logica, concreta, delle reti BS&B.
La ricaduta strategica dell’infrastruttura “verde” completamente progettata, verificata e georeferenziata e già dotata di un sito web registrato, prevede, nella fase definitiva di “messa a sistema” un set di azioni ed interventi che mirano a creare un sistema di infrastrutturazione leggera, per determinare ed implementare il potenziale di sviluppo del Cammino.
Circa 104 km suddiviso in 7 tappe:
Tappa 1: San Mango Piemonte – San Cipriano Picentino
Tappa 2: San Cipriano Picentino -Giffoni Valle Piana
Tappa 3: Giffoni Valle Piana – Piani di Giffoni Valle Piana
Tappa 4: Piani di Giffoni Valle Piana – Acerno
Tappa 5: Acerno – Olevano sul Tusciano
Tappa 6: Olevano Sul Tusciano – Bellizzi – Montecorvino Pugliano
Tappa 7: Montecorvino Pugliano – Pontecagnano Faiano – San Mango Piemonte
Il Cammino dei Picentini è un percorso ad anello di circa 104 chilometri (ma che contempla anche tre escursioni in circolo la cui percorrenza è di circa 30 Km., escursioni in circolo che consentono di valorizzare, attraverso il “cambio di visuale principale”, l’enorme potenziale paesaggistico del nostro territorio), che unisce l’intero Territorio e coniuga: cultura, natura, ambiente, sistemi fluviali, biodiversità, religiosità, tradizioni e folclore, ed agroalimentare di qualità a marchio collettivo comunitario.
Partendo da San Mango Piemonte a cui sono legati i natali di Jacopo Sannazaro, ed in particolare dall’Eremo di San Magno, luogo di culto cui la popolazione locale è molto legata, si percorre il crinale dell’omonimo monte fino a giungere in località Fontanelle di Castiglione del Genovesi, lungo il percorso ci sono aree attrezzate per la sosta e per l’osservazione.
Si attraversa quindi il centro abitato di Castiglione del Genovesi, ove si trova la casa museo di Antonio Genovesi, padre dell’economia sociale, prima cattedra di economia al mondo, e raccordandosi con alcuni tracciati, che corrono alle falde del Monte Tubenna, la cui vetta è un affaccio naturale dei Monti Picentini sul golfo di Salerno (raggiungibile con una breve deviazione di circa 2 km), si giunge a San Cipriano Picentino, ove dimorarono Jacopo Sannazzaro e Benedetto Croce e dove è visitabile il Museo Civico.
Proseguendo lungo un sentiero di raccordo si giunge quindi alla frazione Prepezzano di Giffoni Sei Casali e risalendo un tratto del torrente “Prepezzano” si passa in prossimità di un’antica ramiera, per poi inerpicarsi tra noccioli ed olivi fino a giungere al più antico dei casali “Sieti”.
Continuando il percorso risale verso “varco del Consiglio” che porta al Monte Lieggio, nel territorio di Giffoni Valle Piana, importante sito naturalistico e prossimo a due importanti siti legati alla tradizione del territorio sia per il culto della Madonna di Carbonara sia per l’economia delle antiche miniere di ittiolo, esempio di archeologia industriale. Il tragitto incrocia anche il tratto centrale del Sentiero Giustino Fortunato realizzato ad opera del GAL nelle precedenti programmazioni. Il percorso si riallaccia al Sentiero Italia per giungere al Casone della Forestale in località “Gauro” e poi risalire lungo le pendici del massiccio della Accellica, passando per altre importanti emergenze naturalistiche del versante salernitano dei Picentini, dove le significative emergenze sono rappresentate dalla Grotta dello Scalandrone e dai boschi di castagno.
Il percorso, che giunge a pochi chilometri dal centro abitato di Acerno, volge verso sud costeggiando il fiume Tusciano, su cui sorgevano i mulini e le cartiere, incrociando alcune emergenze architettoniche di archeologia industriale, si rileva, inoltre, la presenza dei ruderi di una antica miniera di lignite; quindi prima di arrivare al centro abitato di Olevano sul Tusciano si passa per un altro sito Religioso-Naturalistico di enorme valore già proposto come sito UNESCO Patrimonio dell’Umanità, rappresentato dal complesso paleocristiano delle Grotte di San Michele Arcangelo.
Continuando a costeggiare il fiume Tusciano e risalendo idealmente il torrente Cornea, si arriva al Santuario della Madonna dell’Eterno e da qui al centro abitato di Olevano sul Tusciano.
Lungo la viabilità ordinaria, attraversando il territorio di Bellizzi, si giunge poi al Comune di Montecorvino Pugliano dove è possibile visitare il complesso conventuale di S. Maria della Misericordia che è anche sede comunale, e proseguendo si giunge al Bosco di San Benedetto, un polmone verde, volontariamente creato dalla popolazione intorno ad un antico sanatorio, (Ospedale per la cura della Tubercolosi). Infine il percorso si ricongiunge (ad anello) attraverso il territorio di Pontecagnano Faiano con il comune di San Mango Piemonte.
5 tematismi:
- Religiosità
- Storia
- Natura
- Economia rurale
- Gastronomia di qualità
Religiosità:
Luoghi di culto e tradizioni si incrociano lungo il percorso:
Eremo di San Mango, Abbazia del Monte Tubenna; Chiesa di San Cipriano Vescovo e Martire; Chiesa di San Nicola; Chiesa della SS. Annunizata; Convento di San Francesco; Chiesa di Santa Maria a Vico; Santuario Maria SS. di Carbonara; Cattedrale di San Donato; Chiesa di Santa Maria degli Angeli; Santuario Madonna dell’Eterno; Grotta di San Michele Arcangelo; Chiesa di Sant’Antonio
Storia:
Con i personaggi di Antonio Genovesi, il Cardinale Leonardo De Rossi, Jacopo Sannazzaro, Giovan Camillo Gloriosi, Luca Gaurico, Benedetto Croce e Francesco Spirito, ma anche Giustino Fortunato, che dimorò lungamente alla Fraz. Sieti di Giffoni sei Casali e che ha scritto molto sul nostro territorio, con il sentiero ad esso dedicato, grazie a precedenti azioni del GAL, e che nella sua pubblicazione l’Appennino Campano agli inizi del secolo scorso scriveva: “… mi si schiuse d’innanzi la tempa delle favole era l’alta valle del Picentino …”
Nonché i luoghi del brigantaggio post-unitario e dei capi briganti Nardantuono e Gaetano Manzo. Il Cammino di Picentini nella programmazione strategia già attivata dal GAL vive anche di momenti di spettacolo e rievocazioni storiche che definiranno un “cartellone di eventi” durante tutto l’anno, impegnando i fine settimane con 2 repliche (es. il venerdì e il sabato) partendo dalle rappresentazioni già consolidate come quella di Olevano Sul Tusciano del brigante Nardantuono o di Giffoni Valle Piana legata dedicata al Cardinale De Rossi quando portò a Giffoni la Sacra Reliquia della Spina Santa regalatagli del Re di Francia Carlo III, ma con la idea, già strutturata, di costruire altri momenti di cine-spettacolo in costume sui personaggi storici.
Natura:
Dotata di una straordinaria biodiversità anche dovuta alla estensione del territorio che va dai circa 1700 metri, slm del Monte Accellica a pochi metri sul livello mare al confine con Pontecagnano Faiano e Salerno, attraversando quindi molte “fasce altimetriche, microclimatiche e vegetazionali” ed i boschi di roverella, castagno e faggio, le formazioni rocciose ed il carsismo diffuso, in particolare si segnala la Grotta dello Scalandrone in Giffoni Valle Piana con il laghetto carsico di straordinaria bellezza e la Grotta di San Michele Arcangelo in Olevano su Tusciano, già avviata a riconoscimento UNESCO, un ambente, una Cattedrale “naturale” consacrata al culto Micaelico, con presenze e testimonianze paleo-cristiane e bizantine; le tante cavità stratificate sul territorio (Etrusche, Longobarde, ec.), i fiumi principali Picentino e Tusciano, i corsi d’acqua minori e gli affluenti principali, il Cornea, il Calavra, il Prepezzano ed il Vignale, le valli e gli altipiani.
Economia Rurale:
Il patrimonio forestale, circa 16 mila ettari di boschi solo di proprietà demaniale, boschi di faggio in purezza, le stazioni in purezza di leccio, unica latifoglia sempreverde presente nell’area mediterranea, testimonianza delle foreste planiziali, i 28 endemismi (specie vegetali presenti solo nel nostro territorio) individuati negli anni 80 dai Prof.ri La Valva, Ricciardi, Morando, di cui si cita solo la orchidea selvatica Aquilegia champagnatii di rara bellezza, che potrebbe rappresentare un “simbolo” che caratterizza il versante salernitano dei Monti Picentini.
Non meno importanti, all’ economia locale, i cedui di castagno allevati sia ad alto fusto per la produzione di legname da opera che con la tecnica della ceduazione per la produzione di paleria e legno per la valorizzazione legno/energia.
Significativa è anche la tradizione “industriale” dei Picentini con la presenza di veri e propri “gioielli” di archeologia industriale, industrie arcaiche come le miniere di ittiolo, dismesse nel 1907 e i relativi impianti di lavorazione, le ramiere dei due Giffoni e le cartiere di Acerno, che sorgevano nei pressi dei corsi di acqua che solcano le pendici dei Monti Picentini e la centrale idro-elettrica di Olevano sul Tusciano, di antichissima presenza, ma adeguata tecnologicamente ed attiva tuttora.
Gastronomia di qualità:
Attraversando i fondi agricoli ed incrociando tutte le “regine alimentari” di questo territorio, dalla Nocciola di Giffoni IGP, alla Mela Annurca IGP ed agli oliveti della DOP Colline Salernitane, ai vigneti della IGT Colli di Salerno (evocando il noto Montevetrano), ai castagneti della Castagna di Serino IGP, come anche i prodotti del sottobosco, dai piccoli frutti di cui è testimonianza la eccellente fragolina di Acerno, al tartufo nero che è ormai una realtà anche nel sistema della ristorazione locale, alle tradizioni consolidate di una “cucina di territorio” che il sistema della ristorazione locale ha dimostrato di saper bene interpretare, della enorme tradizione pasticciera artigianale che, in particolare, esalta le caratteristiche della nostra nocciola e non solo.
Le Connessioni
San Mango Piemonte, per prossimità al capoluogo provinciale (Salerno) è idealmente definita porta Ovest del Parco Regionale di Monti Picentini e connette il territorio del GAL alle grandi vie di comunicazione primarie (autostrada, ferrovia alta velocità, aeroporto Salerno Costa d’Amalfi, porto di Salerno).
Da Castiglione del Genovesi ci si collega a S. Cipriano Picentino, ma direttamente anche al comune di Calvanico dove si trova, tra le altre emergenze, l’Oasi naturalistica del Frassineto.
Dal Santuario di Santa Maria in Carbonara, in Giffoni Valle Piana, s può raggiunge direttamente il Comune di Serino e l’alta valle del Sabato.
Da Acerno ci si può anche connettersi con Montella e Bagnoli Irpino e con la stazione sciistica di Lago Laceno ed anche con Campagna e l’Alto Sele e con l’Oasi naturalistica Valle della Caccia sul Monte Polveracchio (nelle schede di progetto che seguono è stata già sviluppata la progettazione di massima della sentieristica di connessione con l’altra rete BS&B di cui è capofila comune di Campagna, che comprende anche il comune di Giffoni Valle Piana, per connettere i due sistemi territoriali (rete picentini e rete alto sele).
Da Olevano sul Tusciano, idealmente definita porta Est, lungo la viabilità ordinaria si raggiungere direttamente Battipaglia, importante snodo di mobilità per connettersi alle vie di comunicazione primarie (autostrada, Basentana, Fondo Valle Sele, ferrovia alta velocità, Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi) nonché per l’accesso e la connessione con il Cilento.
Da Montecorvino Pugliano si attraversa per un breve tratto il territorio di Bellizzi e si giunge facilmente a Pontecagnano Faiano sede del Museo Archeologico Nazionale Etruschi di Frontiera e l’Aeroporto Salerno Costa d’Amalfi e ci si collega direttamente all’autostrada SA-RC.
Infine il percorso si ricongiunge (ad anello) al comune di San Mango Piemonte.
Il Cammino dei Picentini è una rete di connessione fisica e culturale tra i comuni dei Picentini ma anche uno snodo (rete delle reti) con le altre realtà territoriale ad immaginare e strutturare un sistema di “relazioni” fisiche e culturali nella dimensione di area vasta intermedia, innervando il sistema della offerta territoriale regionale con riferimento alle emergenze (paesi, borghi e casali) delle aree interne.



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