Aree interne: da criticità a opportunità. Il GAL Colline Salernitane partendo dall’importante lavoro fatto dal Think tank: Manifesto di Giffoni per le aree rurali, ne sinterizza le linee strategiche.
Le aree interne vanne liberate da approcci retorici, per valorizzarle, nel concreto, attraverso strategie integrate di sviluppo facendo sintesi dei tanti “attori locali” e concentrato politiche e risorse; è questo il messaggio di apertura dell’intervento a cura del Direttore del GAL Colline Salernitane, Eligio Troisi. Intervenendo al convegno sul tema: “Aree interne da criticità ad opportunità tra eccellenze territoriali e turismo. Rilancio, Innovazione e Sostenibilità per il futuro dei territori”, incontro di alto contenuto scientifico e di significativa partecipazione istituzionale, che si è tenuto questa mattina, presso l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale al Campus Universitario di Fisciano.
Nell’intervento del Direttore, è stata sottolineata la necessità di superare una narrazione esclusivamente legata alle fragilità (come spopolamento, carenze infrastrutturali, ritardi di nelle infrastrutture innovazioni digitali, occupazione ) – per riconoscere invece il grande potenziale delle aree interne, custodi di identità, biodiversità e tradizioni, al contrario quindi produttrici, le aree interne, di servizi ecosistemici e di produzioni tangibili ed intangibili di cui si avvalgono, in particolare, le aree urbane.
«Le aree interne rappresentano oggi una risorsa strategica – ha dichiarato il Direttore Eligio Troisi– soprattutto in un contesto in cui cresce la domanda di turismo autentico, sostenibile e di qualità. Ed anche su questo aspetto, come GAL – ha continuato il Direttore Troisi-, abbiamo puntato sul progetto: “Il Cammino dei Picentini”, che nella DMO Salerno, di recente costituzione, si punta a rafforzare l’offerta turistica integrata della DMO stessa, con la nostra specificità di Turismo lento, dei Cammini, rigenerativo e sostenibile, che fa leva sulle eccellenze territoriali della rete dei dieci Comuni picentini.
«Il futuro delle aree interne – ha concluso Troisi – passa dalla capacità di trasformare le criticità in opportunità, costruendo territori più attrattivi, vivibili e sostenibili per le comunità locali; ma con l’ambizione di andare oltre le politiche di “restanza”, ma diventare luoghi da riabitare».




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